Ricordati di te sempre e ovunque

In ogni momento, dentro ciascuno di noi è in corso una lotta per stabilire chi governa, chi può dire «Io». Questo non accade soltanto quando ci svegliamo al mattino, o una volta ogni tanto, o persino trenta volte al giorno, ma ad ogni respiro…

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Un nuovo studente ha recentemente chiesto informazioni riguardo alla seguente citazione di Maurice Nicoll:

È necessario ricordarsi di sé ogni giorno, almeno una volta. Esistono molte descrizioni diverse, per esempio: «Quando puoi gettarti in QUELLO, dove nessuna creatura dimora, anche se solo per un istante, allora puoi udire ciò che Dio dice». Il discepolo gli chiede se il luogo in cui nessuna creatura, o nulla di creato, dimora sia vicino o lontano. Il maestro risponde: «È in te», e aggiunge che lo si raggiunge cessando, anche solo per un momento, da ogni proprio pensare e volere — «quando smetti di pensare e volere per te stesso e puoi fermare la ruota dell’immaginazione e dei sensi». In un altro punto dice che questo atto deve essere compiuto almeno una volta al giorno e solo per un breve periodo. Certamente non deve essere tentato troppo spesso. Egli sta realmente descrivendo ciò che in questo Lavoro viene chiamato Ricordo di Sé.

Detto semplicemente, questo non è corretto. Piuttosto che soffermarmi sul perché Maurice Nicoll possa averlo detto, vorrei spiegare perché ricordarsi di sé una volta al giorno (e solo per un breve periodo) non può condurre ad alcun progresso significativo in questo Lavoro.

In ogni momento, dentro ciascuno di noi è in corso una lotta per stabilire chi governa, chi può dire «Io». Questo non accade soltanto quando ci svegliamo al mattino, o una volta ogni tanto, o persino trenta volte al giorno, ma ad ogni respiro. È soltanto per mancanza di conoscenza di sé e per la nostra limitata (ma crescente) capacità di osservarci che non lo vediamo. In realtà, trascorriamo la nostra giornata come tante persone diverse, passando impercettibilmente da una Personalità all’altra. E, di conseguenza, il nostro vero «Io» non è presente per affrontare le sfide della nostra giornata. Ci rendiamo conto solo a posteriori di aver preso determinate decisioni — a volte decisioni cruciali — senza che «noi» fossimo presenti per prenderle. Questa crescente consapevolezza diventa la principale sofferenza di chi pratica sul cammino.

L’unica via d’uscita da questa situazione è tessere un filo cosciente lungo tutta la nostra giornata. Tutta. Non solo ogni tanto, o in alcuni momenti prestabiliti, ma continuamente. Da qui la citazione di Gurdjieff: Ricordati di te sempre e ovunque. E, sebbene questa citazione ponga al nuovo arrivato nel Lavoro uno standard che appare quasi impossibilmente elevato, è tuttavia necessario comprendere che dobbiamo aspirare a questo, persino fin dal nostro primo giorno dopo essere entrati in una scuola. Qualsiasi cosa inferiore a questo sarebbe un compromesso, un risveglio relativo.

Durante il Lavoro di novembre, a volte pratichiamo l’Esercizio del Conteggio. Agli studenti viene chiesto di portare con sé un contatore (solitamente un’applicazione sullo smartphone) e di cercare di ricordarsi di sé almeno 100 volte al giorno. Le esperienze, naturalmente, variano, ma molti verificano che questo sia del tutto possibile e che, quando si introduce con forza una tale frequenza nella propria giornata, si aprano possibilità che altrimenti rimangono inaccessibili. Sono possibilità di governo interiore, possibilità di compiere scelte più coscienti, proprio perché la coscienza è comparsa con maggiore frequenza. In altre parole, l’aumento della frequenza del Ricordo di Sé ha portato il vero «Io» in primo piano.

Per quanto possa sembrare elevato, dunque, Ricordati di te sempre e ovunque deve rimanere il nostro Obbiettivo d’Oro.

Old New Method students in the Brera Gallery, Milan