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Cristianesimo Esoterico II13 – 18 maggio 2024
“Alla radice della dottrina sulla quale è fondata la religione cristiana fu posta quasi tutta la grande dottrina precedentemente esistente, oggi chiamata giudaismo… I grandi fondatori della religione cristiana ne modificarono soltanto i dettagli esteriori, per adattarli al grado di sviluppo mentale dei contemporanei di Gesù Cristo.” – George Gurdjieff
Rispondere contro Reagire
La prefigurazione è l’atto di mostrare o suggerire che qualcosa accadrà in futuro. Ogni caso di prefigurazione che incontriamo nella Bibbia mette a confronto due insegnamenti, tracciando al contempo una linea di progressione dall’uno all’altro e stabilendo un miglioramento nel passaggio da una generazione all’altra.
Il primo caso che esamineremo è l’Annunciazione. Il concepimento di Gesù da parte di Maria è prefigurato dal concepimento di Isacco da parte di Sara. Entrambi gli eventi vengono annunciati da un arcangelo ed entrambi sfidano le leggi della fisicità: Maria è vergine, mentre Sara ha superato l’età fertile.
Tuttavia, Sara e Maria reagiscono in modo diverso a questo annuncio. Mentre Sara ride incredula, Maria accetta la responsabilità che le viene affidata attraverso il messaggio di Gabriele. In questo modo, le due storie delineano scenari opposti, mostrando come possiamo affrontare un momento di intervento divino: rifiutandolo con una reazione impulsiva o accogliendolo con una risposta consapevole.
Annunciazione di Pietro Cavallini | 1291 d.C.
“L’ottava delle impressioni è molto potente e può avere un significato enorme in relazione al ricordo di sé, agli stati di coscienza, alle emozioni e così via.” – Peter Ouspensky
Dettaglio dei Magi | San Vitale, Ravenna | 540 d.C.
I Centri Inferiori
Alla nascita di Gesù, dei sapienti giunti dall’Oriente arrivano per adorarlo. Col tempo, la narrazione si evolve trasformando i sapienti in tre re, sovrani dei tre continenti del mondo allora conosciuto: Africa, Asia ed Europa. Il fatto che i governanti del mondo noto si inchinino davanti a un re appena nato implica che egli li superi in rango. Così, la visita dei Magi sancisce il ruolo di Cristo come Re dei re.
La natura tripartita del mondo appare nella Bibbia molto prima della visita dei Magi. I tre figli di Noè sopravvivono al Diluvio e ripopolano la terra, dando origine ciascuno a un continente diverso. La tripartizione del mondo trova un riflesso nella struttura a tre cervelli dell’essere umano, con i suoi centri motorio, emotivo e intellettuale. Proprio come accade tra nazioni diverse, questi tre cervelli non cooperano spontaneamente: le loro percezioni, priorità, attrazioni e repulsioni entrano in conflitto e si contraddicono a vicenda. Per raggiungere l’unità interiore è necessario sottoporli a un unico elemento di governo; di conseguenza, la nascita di Gesù e il riconoscimento della sua superiorità da parte dei Magi simboleggiano la sottomissione dei nostri tre centri a un Maestro.
“Bisogna avere un obiettivo con tutta la propria presenza e lavorare per raggiungerlo. Non con una sola parte, con un solo centro. La nostra presenza non ha un obiettivo. Avete un obiettivo soltanto con un centro (vuole arrivare in Paradiso con gli stivali sporchi).” – George Gurdjieff
Un compito superiore
Il battesimo di Gesù segna l’inizio del suo ministero. Da quel momento in poi, egli inizia a insegnare, a chiamare i suoi discepoli e a compiere la sua missione redentrice. Mosè inizia il suo ministero quando Dio si rivela a lui dal roveto ardente. In entrambi i casi, i profeti non vengono solo chiamati ufficialmente da Dio, ma ricevono anche un compito preciso.
Esamineremo le sfumature di questi due episodi, le loro somiglianze e la loro rilevanza rispetto alla sfida di stabilire un governo interiore. Mosè riscatterà gli Ebrei dalla schiavitù in Egitto. Gesù riscatterà i membri dispersi della Casa d’Israele e ristabilirà la loro alleanza con Dio. Entrambi incarnano il ruolo di un Amministratore che libera l’Essenza dalla morsa della Falsa Personalità e la pone sotto la guida di un Maestro.
Mosè e il roveto ardente | San Vitale, Ravenna | 540 d.C.
“È solo attraverso un sentimento di qualcosa di superiore che potete separarvi da qualcosa di inferiore e, dopo un certo tempo, quando avrete sperimentato cosa significa, farete tutto il possibile per mantenere vivo in voi, a qualsiasi costo, il sentimento di qualcosa di superiore e comincerete a detestare quei periodi nei quali siete completamente identificati con le cose esteriori.” – Maurice Nicoll
Quarto giorno della Creazione | San Marco, Venezia | XIII secolo d.C.
Le leggi per raggiungere l’unità interiore
La liberazione dell’Essenza dalla Personalità e stabilire un governo interiore segue leggi rigorose. Non esistono scorciatoie. La Falsa Personalità non cederà facilmente la propria sovranità; ne conseguirà dunque una lotta. Il mito della Creazione nella Genesi delinea alcune di queste leggi e stabilisce le linee guida per tutte le storie successive.
Pur essendo il Figlio di Dio, Gesù non è al di sopra di queste leggi. Poiché si incarna nel mondo, deve agire secondo le sue regole. Anche lui deve attenersi alle leggi stabilite nella creazione se vuole riscattare il Paradiso perduto. Ne osserviamo le conseguenze pratiche accostando i sette giorni della creazione alla Via Dolorosa. Attraverso uno sforzo metodico e un prezzo da pagare, Gesù ripete il processo della Creazione e riscatta l’Essenza dalla Falsa Personalità.
“Il segno distintivo di un vero cosmo è infatti un particolare tipo di struttura, cui si fa riferimento nel Libro della Genesi con la frase: “Dio creò l’uomo a sua immagine”. Questa “immagine divina”, le cui caratteristiche dobbiamo studiare nei dettagli, può essere trovata a tutti i livelli ed è il segno distintivo di un cosmo.” – Rodney Collin
Il sacrificio dell’illusione
Secondo le regole stabilite nella Creazione della Genesi, la redenzione deve comportare un sacrificio. Tale sacrificio è rappresentato nelle storie di Isacco e di Gesù.
L’uno prefigura l’altro: Isacco trasporta la legna destinata ad alimentare il suo stesso rogo funebre, mentre Gesù porta la croce di legno su cui verrà crocifisso. Tuttavia, tra i due vi è una differenza significativa: Isacco viene infine risparmiato. Un angelo ferma Abramo proprio mentre sta per ucciderlo e sostituisce Isacco con un ariete. Gesù, invece, offre la propria vita per compiere la redenzione.
Confronteremo queste due storie per comprendere meglio il ruolo del sacrificio nel nostro lavoro.
Il sacrificio di Abramo | San Vitale, Ravenna | 540 d.C.
“Scoprirete che, anche al di fuori della scuola, se volete fare qualcosa, dovete rinunciare a fare qualcos’altro; in altre parole, dovete pagare per ogni cosa, non nel senso di tirare fuori del denaro e pagare, ma attraverso una sorta di “sacrificio”… In questo modo, ciò coinvolgerà tutta la vostra vita.” – Peter Ouspensky
Abramo sacrifica Isacco | San Vitale, Ravenna | 540 d.C.
Il centro sessuale: il Quinto Centro
La funzione del nostro corpo fisico si suddivide ulteriormente in un centro motorio e in uno istintivo. Stabilire un governo interiore richiede che questi due centri, insieme a quelli emotivo e intellettuale, vengano armonizzati e sottomessi. Quando ciò accade, le risorse che in precedenza venivano da essi indiscriminatamente dissipate diventano disponibili per la creazione di un’entità distinta: un Maestro.
La risorsa principale sprecata dal funzionamento indiscriminato dei nostri centri inferiori è l’energia sessuale. Questa idea è incorporata nella storia di Abramo. Egli nasce con il nome di “Abram”. Dio aggiunge la lettera “ה” (la quinta dell’alfabeto ebraico) al suo nome solo dopo che egli ha adempiuto al comandamento della circoncisione. L’acquisizione di questa quinta lettera simboleggia l’armonizzazione e la sottomissione dei quattro centri inferiori, liberando così l’energia del quinto centro per la creazione di un Maestro.
In quest’ultima sessione del nostro incontro online, leggeremo l’opera teatrale “Abram”, che verrà provata e messa in scena durante l’incontro di Venezia.
“Se un uomo porta il lavoro dei cinque centri dentro di sé in un accordo armonioso, allora “chiude il pentagramma dentro di sé” e diventa un tipo compiuto dell’uomo fisicamente perfetto.” – George Gurdjieff
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